Regione Umbria

Terni – Papigno – Conca Ternana

Il Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Terni-Papigno, interamente ricompreso nel Comune di Terni (Umbria), è stato incluso nell’elenco dei siti di bonifica dal D.M. 468/2001. Il suo perimetro, inizialmente definito dal D.M. 8/7/2002, è stato successivamente modificato dal D.M 12/4/2024 (G.U. n. 98 del 27/4/2024).

Il sito (circa 650 ettari) comprende: - un importante sito siderurgico (circa 150 ettari) e altre aree industriali, alcune delle quali dismesse, e un'area prevalentemente boschiva e agricola (circa 300 ettari); - più aree con corpi di discarica, alcuni dei quali senza adeguati presidi ambientali. Le suddette aree industriali erano originariamente collocate al di fuori del nucleo urbano di Terni. In seguito, a causa dello sviluppo urbanistico, il sito siderurgico e altri impianti industriali dismessi sono stati contornati da insediamenti residenziali. Di conseguenza, l’inquinamento derivante dalle attività industriali si somma e interagisce in modo complesso con quello prettamente urbano. Nel SIN è pertanto presente un esteso inquinamento ambientale che interessa il suolo, il sottosuolo, le acque di falda e superficiali. A tal riguardo, si rimarca che il SIN di Papigno si inserisce in un contesto geologico la cui conformazione favorisce l'interconnessione tra le acque superficiali del fiume Nera e quelle sotterranee, rendendo l'acquifero locale particolarmente vulnerabile alla propagazione dei contaminanti. I principali contaminanti di interesse includono: - metalli pesanti: tra i quali, Cromo (totale e esavalente Cr(VI), Nichel (Ni), Piombo (Pb) e Cadmio (Cd); - benzo(a)pirene ed altri idrocarburi policiclici aromatici; - composti organici clorurati; - amianto e altre sostanze inorganiche.

Attività previste