Regione Toscana
Livorno
L'area del SIN, ubicata nella parte Nord del Comune di Livorno, interessava due Comuni, Livorno e Collesalvetti. Tale area era delimitata a Nord dalla bancata in destra idraulica del Canale dello Scolmatore, ad Est dall'abitato di Stagno (Comune di Collesalvetti), a Sud dal Torrente Ugione e dalla linea di costa ed a Ovest dal mare.
La superficie complessiva del SIN ammontava a circa 20,247 km2, suddivisi 14,331 km2 marini e di acque interne e 5,916 km2 continentali. Il perimetro del SIN di Livorno è stato ridefinito dal DM 22 maggio 2014 n.147 e limitato alle seguenti aree a terra: area della centrale termoelettrica ENEL ed area della Raffineria di petrolio ENI; nonché alle aree marino-costiere ubicate all'esterno delle dighe foranee. Il perimetro del SIN di Livorno è stato ridefinito ulteriormente dal MITE con il DM 17 novembre 2021 e limitato alle sole aree a terra. Attualmente, quindi il SIN di Livorno è composto dall’area della Raffineria ENI e da quella dell’ex centrale termoelettrica ENEL (è stata dismessa nel 2015). La totalità della superficie del SIN è stata oggetto di caratterizzazione ambientale, che ha evidenziato: - per la raffineria ENI la contaminazione dei suoli insaturi per i parametri idrocarburi leggeri C12, idrocarburi aromatici, IPA e Metalli e la contaminazione delle acque sotterranee per gli idrocarburi leggeri C12 e gli idrocarburi aromatici; - per l’ex centrale ENEL la contaminazione dei suoli insaturi per metalli e idrocarburi pesanti C>12 (i terreni sono stati oggetto di interventi di bonifica certificati) e delle acque sotterranee principalmente per composti organoclorurati, la cui origine è esterna al sito (la Regione Toscana ha attivata procedimento art. 244 del D.Lgs. 152/06). Sul sito della raffineria ENI sono attivi da anni interventi di messa in sicurezza della falda superficiale. ENI ha presentato al MATTM nel corso del 2016 l'AdR sito specifica, il modello idrogeologico numerico del sito ed il progetto di MISO delle acque sotterranee, che attualmente risultano sempre in fase di valutazione. Sul sito ENEL è stato realizzato un sistema di prevenzione (MIPRE) delle acque sotterranee finalizzato a mettere in sicurezza il sito, tutelandolo dalla contaminazione proveniente dall’esterno e riducendo il rischio di aggravamento della contaminazione della falda sottostante il sito stesso. La Regione Toscana con nota prot. n. 527970 del 29/12/2016 ha dato avvio al procedimento di individuazione del soggetto responsabile ai sensi dell’art. 245 comma 2 del D. Lgs.152/2006. A tal fine è emersa la necessità di eseguire ulteriori indagini integrative nelle aree esterne a monte della centrale ENEL stessa, finalizzate ad approfondire le conoscenze circa lo stato di contaminazione delle acque sotterranee. Tali indagini sono in corso di progettazione da parte della Provincia di Livorno e della Regione Toscana.
Attività previste
Piombino
Il Sito di Interesse Nazionale di Piombino è stato istituito con la L. 426/98, perimetrato con il D.M. Ambiente 10 gennaio 2000 e successivamente con il D.M. Ambiente e Tutela del Territorio 7 aprile 2006.
Il SIN comprende un polo industriale di notevoli dimensioni, l'area portuale di Piombino, caratterizzata sia da traffici mercantili e turistici verso Elba, Sardegna e Corsica che dall'attività legata all'industria per l'approvvigionamento di materie prime, l'area della centrale termoelettrica ENEL Torre del Sale, dismessa nel marzo 2015 ed attualmente in fase di demolizione, l'area marina antistante e le discariche di rifiuti esaurite di “Poggio ai Venti”, per una superficie totale di circa 928,4 ha a terra e 2015 ha a mare. In particolare, l'attività industriale che principalmente ha insistito sul sito è quella siderurgica che ha interessato circa 560 ha della parte a terra del sito: tale attività, intesa come ciclo siderurgico integrale, è stata dismessa nell'aprile 2014 mentre restano ancora in produzione gli impianti di laminazione che si approvvigionano di materie prime all'esterno: l’area a caldo è attualmente in fase di demolizione. Nell'area erano presenti anche tre centrali elettriche che utilizzavano i gas prodotti dal ciclo siderurgico. Altre attività industriali attualmente in esercizio comprendono la lavorazione di laminati e la lavorazione di tubi in acciaio. Sono inoltre presenti aree, interne al perimetro industriale, mai utilizzate a fini produttivi ed aree pubbliche principalmente sul litorale settentrionale del sito. Non sono presenti a valle idrogeologica del sito punti di approvvigionamento idropotabili o per uso agricolo.