Regione Lazio
Bacino del Fiume Sacco
Il SIN Bacino del Fiume Sacco è uno dei 13 Siti coinvolti nel progetto INSINERGIA. L’area della Valle del Sacco è stata sede, sin dai primi del ‘900, di una importante attività industriale per la produzione di sostanze chimiche, esplosivi, carrozze ferroviarie, motori di lancio.
Nel marzo 2005 è stato riconosciuto lo stato di emergenza in seguito all’identificazione di alti livelli di Beta-esaclorocicoesano (β-HCH), sottoprodotto della lavorazione del pesticida Lindano, in campioni di latte crudo. È stato accertato che l’inquinamento era esteso al fiume Sacco e a una vasta area lungo il fiume a causa dello smaltimento incontrollato dei prodotti di lavorazione dell’industria chimica. Attraverso le periodiche esondazioni del fiume, queste sostanze hanno raggiunto e contaminato anche il suolo, le coltivazioni agricole, il foraggio e gli animali, e sono entrate quindi nella catena alimentare. Nel 2005, in seguito all’accertamento della contaminazione da β-HCH nelle matrici ambientali e negli animali, è stato dichiarato lo stato di emergenza socio-ambientale e la Valle del Sacco è stata inserita tra i Siti di interesse nazionale per la bonifica (SIN). Nel 2016 è stata definita la nuova perimetrazione del SIN, che comprende oggi 19 comuni, di cui 4 della provincia di Roma e 15 della provincia di Frosinone. Nell’attuale SIN, oltre alla contaminazione da β-HCH, sono presenti inquinanti derivanti da numerosi insediamenti industriali e aree ad elevato inquinamento atmosferico da traffico autoveicolare. Nella zona i valori medi annuali delle concentrazioni di sostanze inquinanti e di biossido di azoto, sono più elevate della media regionale. Nell’area è presente un inquinamento atmosferico diffuso dovuto alla presenza di grandi siti industriali, all’uso massivo di biomasse (legna e pellet) per il riscaldamento e alla presenza dell’autostrada. Inoltre, la conformazione geografica della Valle del Sacco ostacola la dispersione degli inquinanti atmosferici.
Attività previste
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